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Spinning Time club Itinerari
 

 

IL PIAVE
di Igino De Rossi , 1997

IL FIUME

Il Piave è uno dei maggiori fiumi italiani, sia per lunghezza sia per portata d'acqua. Nasce dal monte Peralba, a 20 km circa sopra Sappada e finisce la propria corsa a Cortelazzo, vicino a Jesolo.
Da sempre l'uomo ha visto legata la propria vita alle vicende di questo fiume, che è stato strumento di sostentamento e di sopravvivenza, ma anche veicolo di morte e distruzione con le sue piene improvvise, con le sue vicende legate alla grande guerra, con l'indimenticabile disastro del Vajont ecc.
Ma non è della storia che qui vogliamo soffermarci, bensì del suo non buono stato di salute. Nella stagione estiva, nel tratto di fiume che va da Fossalta al mare, il fiume prende una colorazione marrone, innaturale, con quasi assenza di corrente. Le cause di questo stato penoso sono molteplici, vale la pena di elencare le più importanti. La principale è scarsa portata d'acqua dalla montagna a causa della mancanza di precipitazioni, e l'ENEL che la trattiene nei propri bacini fa il resto.
Nel percorso verso la pianura cominciano i prelievi idrici per l'irrigazione di buona parte della provincia di Treviso, sommiamo anche i prelievi per uso domestico da parte dei consorzi per gli acquedotti, (se ne va un altro 25-30 % d'acqua). Pensiamo, inoltre, ai continui scarichi abusivi e all'escavo dell'alveo per il prelievo dei materiali inerti e possiamo immaginare da soli a che cosa avviene nella parte intermedia del corso del fiume.


Scorrendo ancora più a vale, arrivando in provincia di Venezia, continuano i prelievi e gli scarichi, anche se in misura minore rispetto a qualche anno fa.
Ben presente nella memoria collettiva è lo scarico del metanolo fatto da alcune cantine in occasione del famoso scandalo del vino contraffatto e che ha letteralmente distrutto la fauna del fiume con conseguenze che si sono protratte per molti anni.
Dopo molta fatica, il fiume arriva al mare, ma i suoi guai non sono ancora finiti, anzi. Da qualche anno a questa parte la foce, a causa delle molte piene del passatosi sta interrando per parecchi metri (in altezza).
Il Piave
Tutti lo sanno, tutti denunciano la pericolosità del fenomeno, ma chi di competenza non fa nulla e i soldi per questi lavori non ci sono mai. La conseguenza di questa situazione è che la marea non penetra più con forza all'interno del fiume, l'acqua ristagna e le molte specie di pesci non risalgono più il fiume per la loro attività riproduttiva. Ecco che il bel Piave diventa uno stagno putrido, sgradevole e, in questa situazione, impescabile. La bellezza del fiume non può essere apprezzata: niente più passeggiate, niente più canottaggio e per noi niente più spinning.

La situazione si è aggravata negli ultimi 5 - 6 anni. All'inizio i soliti esperti dicevano che erano un fenomeno naturale dovuto al proliferare di un'alga sul fondo del fiume. Affermazione riduttiva. Solo questa estate, dopo decine di denunce fatte da associazione ambientaliste, di pesca e anche da privati cittadini, alcuni comuni rivieraschi hanno promesso una azione per risolvere (almeno in parte) il problema.

I primi impegni sono arrivati dall'amministrazione provinciale di Treviso che per mezzo dei consorzi di bonifica e acquedotto hanno promesso di effettuare con più razionalità i prelievi idrici, e da parte dell'ENEL, che si è ripromessa di rilasciare ogni giorno un certo numero di metri cubi d'acqua al fiume.
Basterà tutto questo? Gli enti manterranno le promesse. Noi lo speriamo, ma intanto non abbasseremo la guardia e non mancheremmo di denunciare eventuali ritardi e carenze.
Aspettiamo anche l'attivazione dei sistemi fognari e di depurazione delle acque nei troppi comuni delle province di Belluno, Treviso e di Venezia, che ora ne sono sprovvisti (nonostante i lauti finanziamenti da tempo fatti a tutti i livelli).

A SPINNING SUL PIAVE

Nel suo lungo percorso dal monte Perarba al mare, il Piave assume tutti gli aspetti morfologici del grande fiume e sarebbe impossibile in poche righe raccontare tutti gli aspetti storici e ambientali di questo corso d'acqua e tutti i suoi molti problemi. In questo primo articolo, parleremo del tratto di fiume che va da Noventa di Piave a S. Dona` di Piave.

Il Piave
In questo tratto, il fiume si presenta come un grande corso d'acqua di pianura con corrente lenta e che risente dei flussi della marea. Le rive sono ricoperte da una fitta vegetazione, e si possono insidiare in pratica tutte le specie di pesci presenti come: cavedani, lucci, cheppie, trote, carpe, scardole, barbi, anguille, cefali, e molti altri. Unico grande assente il bass chissà per quale motivo, presente invece in buona quantità e taglia sulla Piave Vecchia, che tratteremo in altro articolo. Un grosso vantaggio per chi pesca a spinning in Piave è che questa tecnica è usata da pochi pescatori, quindi noi spinningofili ci possiamo sbizzarrire a piacere.
Pochi sono i consigli che vi voglio dare, per insidiare i cavedani nella stagione fredda, che tra poco comincia, ottimi sono i rotanti della Mepps nella misura 2 o 3, per insidiare i più grossi, e ce ne sono che superano abbondantemente il chilogrammo e mezzo, è bene usare minnows da 5-7 cm tipo Brutto Anatroccolo, Rapala e il Filibustiere facendo attenzione di lanciare contro corrente e poi di recuperare a valle parallelamente alla riva animando le esche come ben sappiamo.

Per Mr. Esox bisognerebbe scrivere un capitolo a parte, ma pensate che le catture di lucci con artificiali sono poche non perché le esche non funzionino ma perché pochi ci provano. La causa di ciò è da ascrivere al fondo del fiume molto accidentato che rende difficile l'uso di esche pesanti. posso dirvi però che i lucci ci sono, e molto grossi (anche sopra gli 8 kg.) dunque, cari amici, dateci dentro e se i risultati saranno buoni fatecelo sapere attraverso il giornale o meglio alle riunioni mensili che teniamo. Personalmente penso che il sistema migliore per insidiare il luccio in Piave nella stagione fredda, sia dalla barca con grossi minnows, dalla colorazione naturale, vista la trasparenza dell'acqua e con grossi rotanti color verde chiaro e bianco rossi, ed insistere nei lanci vicino alla riva dove insenature, anse e ostacoli vari rendono l'habitat ideale per questo predatore. Non c'è che da provare, la sfida è aperta, ma mi raccomando: il Piave sta attraversando un brutto periodo e il rilascio del pescato è d'obbligo, e diventa una scelta spontanea se si guarda intorno: la bellezza dei luoghi e la vista del Martin Pescatore che vi guarda incuriosito ci insegnerà a rispettare l'ambiente.

Per pescare in questi luoghi basta arrivare al ponte di barche di Fossalta e di lì prendere uno dei vari sentieri che si inoltrano dentro la golena, scegliendo poi i posti migliori. Il posto è adatto a chi, essendo sprovvisto di imbarcazione, desidera camminare e di fare uno spinning un po' spericolato.



 

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